Il povero Piero

Oblò annerito
dal quale s'affaccia
gioacchinomariaspinozzi

  • Nome:

    martedì, marzo 23, 2004

    TEATRO DA NON PERDERE

    Ricevo notizia di questo spettacolo ideato da due cari (e bravi) amici, che segnalo e consiglio a tutti:

    Compagnia Il Carro dell’Orsa

    RITMO SPEZZATO

    Un omaggio a Francis Scott e Zelda Fitzgerald

    di

    ALMA DADDARIO



    con
    Ubaldo Lo Presti e Cinzia Villari

    e con il T. J.TRIO
    Marco Tocilj – Flavio Perrella – Andrea Zaccheria

    Regia
    Giuseppe Lorin

    Assistenza alla regia
    Ioannis Moschonas

    Disegno Luci
    Paolo Macioci

    Scene e Costumi
    Alessandra Giuri

    Ufficio Stampa Margherita Fusi

    dal 23 Marzo 2004
    ore 21.00 / Domenica ore 18.00 al
    TEATRO SPAZIO UNO
    Vicolo dei Panieri 3 – ROMA

    E’ consigliabile confermare ai numeri: 06/52205123 – 06/5895765

    Se volete sapere qualcosa di più su questa autrice, cliccate qui.

    Eccovi di seguito, invece, una sua breve nota sullo spettacolo in questione.

    RITMO SPEZZATO: un omaggio a Fitzgerald di Alma Daddario.

    Il mio omaggio a Fitzgerald vuole essere un omaggio all'amore e al sogno, due caratteristiche che hanno fortemente condizionato la sua vita e la sua opera letteraria. L'amore per la bellezza, per la giovinezza, quello che lo ha legato alla vicenda umana della bella e capricciosa Zelda, che sarebbe diventata sua moglie oltre che musa ispiratrice, e che lo avrebbe tradito, lasciato, e ammalatasi tragicamente di schizofrenia, lo avrebbe portato ad uno stato di prostrazione e all'alcoolismo. I giorni dello sfrenato divertimento, delle feste, delle ubriacature, che portarono alla ribalta delle cronache mondane degli anni venti la coppia Scott-Zelda sono un ricordo lontano, e lo scrittore, nella mia piéce è un uomo solo:con i suoi sogni, i ricordi, le vicende storiche e umane che fanno da sfondo osservate a distanza, con disincanto e amara ironia. E la solitudine è talmente forte da materializzarsi in una figura femminile: potrebbe essere Zelda, la tanto amata e infedele moglie, e lo scrittore si illude fortemente che lo sia, fino all'ultimo, ma allo stesso tempo potrebbe essere il fantasma della giovinezza perduta, breve come un sogno e irrazionale come la follia. Compiacente testimone degli stati d'animo del protagonista, simbolo dei tempi e delle vicende drammatiche e grottesche dell'età del Jazz, la donna, di volta in volta amica, amante, compagna di giochi, fidanzata di un gangster, alla fine si ribella al gioco, e rivendica una diversa identità, ribadendo ancora una volta la solitudine dello scrittore: Scott e Zelda non torneranno più ad essere i magnifici "pavoni" di un tempo, nati per mostrare al mondo la loro spensierata bellezza.

    Alma Daddario

    Biografia dello scrittore:

    Francis Scott Fitzgerald nasce in Minnesota il 24 settembre 1896. Suo padre gestiva un mobilificio destinato a fallire nel giro di pochi anni. Le condizioni economiche della sua famiglia non furono mai agiate, ma Scott prosegue ugualmente gli studi alla St Paul Academy dove collabora al giornale scolastico e pubblica i primi racconti. Proprio per le sue condizioni economiche, la giovane e bella Zelda di cui nel frattempo si è innamorato, rifiuta di sposarlo. Combatte come sottotenente nella grande guerra, dal 1917 al 1919. Nel 1920 finalmente pubblica "Di qua dal Paradiso", e le riviste dove pubblica i racconti lo pagano bene. Zelda accetta di sposarlo. Di qui nasce la loro leggenda, diventano una delle coppie mondane più richieste, vivono molto al di sopra delle loro possibilità, frequentano gli intellettuali più eclettici e stravaganti del tempo. Ma l'idillio dura poco, nel 1924 Zelda, sentendosi trascurata, lo tradisce una prima volta con un pilota. Dopo varie crisi e litigi, viene ricoverata per un grave esaurimento nervoso, e la diagnosi definitiva sarà quella di schizofrenia. E' la fine di un sogno. Il mondo crolla addosso a Scott, che non riesce a sottrarsi al tunnel dell'alcool. Nel 1932 a Baltimora nella clinica in cui è ricoverata Zelda scrive un interessante romanzo autobiografico: "Save me the last waltz", dove accusa il marito di essere la causa del suo stato. La risposta di Fitzgerald sarà il romanzo "Tenera è la notte", uno dei suoi capolavori con "Il grande Gatsby", anche se a quei tempi risultò un fiasco dal punto di vista commerciale. Indebolito dall'alcool e dimenticato da tutti, amici compresi, Scott morirà di infarto nel 1940.
    Otto anni più tardi Zelda lo seguirà, morendo nel tragico incendio della casa di cura dove era ricoverata.